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Saltarella
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La mwawsaltarella è un ballo tradizionale di area mwbaabruzzese, in parte del mwbqMolise e della mwbgBasilicata e in alcune aree del mwbwLazio fino al mwca1927 sotto l'amministrazione abruzzese (Amatriciano, Cicolano e Sorano), molto affine con le mwcqtarantelle mwcgmeridionali. La forma più diffusa è la saltarella in coppia (non necessariamente eterosessuale), ma si conservano anche esempi di saltarella a quattro persone o in cerchio. Sono stati individuate delle sottotipologie coreutiche che si esprimono con varianti ritmico-melodiche e coreutiche ben evidenti; ne sono stati individuati almeno cinque modelli differenti: quello frentano, mwcwteatino, mwdateramano, mwdqalto-sabino e la ballarella della mwdgVal Pescara, spesso considerata famiglia a sé, cerniera tra saltarella, spallata e tarantellacite-ref-1[1].

Contents

Storia
Note

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Storia

La saltarella dovrebbe discendere direttamente dalla “saltatio”, il ballo più diffuso nella mwfgRoma antica, assieme alla danza della "ballicrepa" e al ballo cantato della "corea".

Le prime fonti certe riguardo all'origine del saltarello sono comunque da ricercare nel mwgaXIV sec. Nel mwgq1465 mwggAntonio Cornazzano lo indica come “ballo da villa” molto frequente fra gli italiani. Tra il XIV e il mwgwXVII sec. il saltarello è uno dei quattro modi basilari della danza di corte italiana (bassadanza, saltarello, quaternaria, piva): gli ambienti aristocratici erano soliti ispirarsi ai balli popolari per poi effettuare trasposizioni in stile aulico di musiche e coreografie. Nel XVIII e XIX sec. si è sviluppata per mano di numerosi artisti italiani e stranieri una ricca iconografia con scene di saltarello.

In ambito popolare attuale, il genere musicale del saltarello ha molte affinità con la tarantella dell'Italia meridionalecite-ref-2[2] e viene eseguito generalmente dall'organetto, ma originariamente l'organico era costituito da mwiqciaramella, mwigtamburello, mwiwtammorra e mwjazampogna. Viene chiamato al femminile “saltarella”, secondo un'usanza molto diffusa nel mwjqRegno di Napoli, così come per la ballarella, la mwjwpizzica, la mwkatammurriata, la zumparella, ecc.

Caratteristiche

È un ballo di corteggiamento nel quale le coppie si dispongono in cerchio e, a turno, si portano al centro per eseguire il rito della seduzione. Le coppie si danno costantemente il cambio in una sorta di gara di resistenza che aumenta al ritmo incalzante della musica. Quando sono all'interno del cerchio i due “amanti”, cercando di mantenere una certa sincronia nei movimenti, non si toccano, ma si sfiorano con continue allusioni.cite-ref-3[3] Nel ballo di coppia, dopo il consueto invito, i ballerini cercano di sincronizzarsi a tempo di musica per poi effettuare passi incrociati saltati, posizionando sempre un piede dietro l'altro che è fatto strisciare in avanti prima di ricevere il peso di tutto il corpo. Il passo può essere anche semplicemente saltato ed il piede, scaricato dal suo peso, viene scalciato energeticamente in avanti per poi essere affiancato nuovamente all'altro che ripete la sequenza.

Le braccia sono protese in alto, frontalmente, composte sui fianchi o dietro la schiena per gli uomini. La coppia danzante può afferrarsi frontalmente con le mani guardandosi negli occhi ed alternare abili movenze di fughe, rifiuti, rincorse, con mimiche a dispetto e di corteggiamento. L'uomo può dare esempio della sua abilità a seguito di una precisa variazione musicale introducendo un passo calciato in avanti chiamato “spuntapiede”, imitato non necessariamente dalla donna. Il tutto si conclude quando i due ballerini, tenendosi per le braccia, decidono di darsi reciproca intesa, come ad esempio saltando su ambo le gambe ed eseguono con passi laterali un tragitto circolare allargato fino alla loro uscita di scena.

Gli strumenti musicali sono: l’mwmgorganetto (in dialetto Abruzzese: ddu’botte o anche mwmwfisarmonica diatonica), la mwnaZampogna il mwnqTamburello (strumento musicale) e l’mwngArmonica a bocca.

Note

cite-note-11. mwpqmwpgmwpwLa ballarella, su mwqataranta.it. mwqqURL consultato il 28 maggio 2013 mwqg(archiviato dall'mwqwurl originale il 7 dicembre 2013).
cite-note-22. G. M. Gala mwrwLa saltarella dell'Alta Sabina, collana "Ethnica", Firenze, ed. Taranta, 1993
cite-note-33. mwswmwtamwtqLa saltarellamwua, su mwwaturismo.egov.regione.abruzzo.it. mwwqURL consultato il 28 maggio 2013.

Voci correlate